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Il 13 e il 14 aprile siamo chiamati a rinnovare l’Assemblea Regionale Siciliana.
Tutti sanno che la legislatura si è interrotta bruscamente a causa della sentenza di condanna per favoreggiamento, di individui risultati essere mafiosi, subita dal presidente della regione. Questa sentenza, che preludeva alla sospensione dalla carica, ma soprattutto l’indignazione dell’opinione pubblica per la grottesca vicenda dei festeggiamenti a base di cannoli siciliani, ne ha imposto le dimissioni.
Tutti sanno che oggi abbiamo la concreta opportunità di sovvertire la logica di governo che ha imprigionato la Sicilia negli ultimi anni: la logica della “tirannide”.
La logica secondo cui chi governa lo fa a proprio discrezionale piacimento e nel proprio esclusivo interesse. La logica secondo cui non ci sono leggi da rispettare, ma solo ordini da eseguire. Non ci sono diritti da garantire, ma solo favori da elargire. Il tutto secondo l’arbitrio e la convenienza di chi comanda.
Leggi e decreti ad personam, privatizzazione dell’acqua, sfruttamento dei giovani precari nel mercato del lavoro, gestione clientelare delle risorse pubbliche, sprechi nella pubblica amministrazione, emergenza rifiuti, normalizzazione del conflitto di interessi di questa logica sono una prova tangibile. Sono tutti esempi dell’incapacità dei precedenti governi di centrodestra di amministrare la Sicilia nell’interesse dei Siciliani. Sono concrete manifestazioni di un modo di governare che vorremmo spazzare via.
Leonardo Di Franco incontrerà i giovani mercoledì 2 aprile ad Alcamo presso il comitato elettorale di Corso VI Aprile n. 15
Conosco e frequento Leoluca Orlando ormai da diversi anni. Condivido con Lui la passione per la Germania e per la cultura tedesca ma anche l’amore profondo per la nostra terra, la Sicilia, che mai abbiamo voluto veramente abbandonare. E posso garantirvi che forse ne avremmo potuto trarre anche qualche vantaggio.
Nonostante questa nostra amicizia, nonostante il mio impegno al Suo fianco, la politica, fino a qualche giorno fa mi appariva come un muro, impenetrabile.
Oggi questo muro sembra essersi improvvisamente sgretolato.
Oggi la politica mi appare piuttosto come una distesa nella quale costruire un sentiero, il mio sentiero… con la lucida consapevolezza che agli uomini liberi (a differenza degli uomini delle caste che trovano viali già pronti) è dato costruire il sentiero con il solco delle proprie scarpe.
Posso garantirvi che ho già cominciato a consumarne le suole.
Posso garantirvi che non ho paura. Non voglio sottrarmi a questa impresa.

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