In Sicilia è necessario che i diversi attori che partecipano al processo produttivo economico e sociale, facciano sistema, collaborino nella costruzione di un programma di governo del territorio impegnandosi nella condivisione delle dinamiche progettuali e nel riconoscimento della reciproca indispensabilità ai fini della crescita della Regione. Occorre, in altri termini, creare una Lobby democratica forte e coesa che crede e si impegna direttamente per la modernizzazione di una regione le cui potenzialità di sviluppo vanno ben oltre l’area del Mediterraneo.
La Sicilia deve sapere sfruttare le opportunità finanziarie offerte dalla Comunità Europea, ma deve anche acquisire la consapevolezza che può svolgere un ruolo guida nell’area euro-mediterranea. Per fare ciò occorre costruire alleanze strategiche e rapporti positivi fra le realtà territoriali, pubbliche e private, ma soprattutto è necessario aprirsi all’Europa e al Mediterraneo
Bisogna portare avanti un lavoro collettivo che produca risultati per tutta la comunità. Ciò è possibile fare attraverso un processo di convergenza democratica, fra i vari soggetti che partecipano al processo produttivo e gli organi della Regione. Un processo che rimetta al centro delle dinamiche politiche e di governo l’individuo in quanto membro-parte della comunità, rinunciando a logiche individualiste e clientelari che sacrificano invece l’interesse pubblico.
Dobbiamo creare un Sicilia Nuova, una Sicilia attrattiva che sa essere promotrice di una nuova cultura di impresa, che sa valorizzare le competenze professionali, che sa liberare dal ricatto i disoccupati, i precari, i giovani diplomati e laureati.
Occorre realizzare specifici interventi di promozione dell’imprenditoria che creino nuove opportunità di lavoro e di impresa per valorizzare le risorse professionali e umane che sono presenti nel territorio e porre un freno all’emigrazione delle migliori intelligenze.
Non si può, d’altro canto, pensare di modernizzare la Sicilia se non si procede velocemente alla completa diffusione delle reti delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. In questo modo si garantisce competitività a livello globale e si mette mano alla realizzazione di una sorta di democrazia elettronica che contribuisce all’acquisizione di una maggiore consapevolezza dei cittadini rispetto ai processi decisionali e di governo.
Bisogna promuovere lo studio delle lingue e soprattutto lo scambio interculturale attraverso l’offerta di borse studio e di perfezionamento all’estero non solo per gli studenti ma anche per i giovani lavoratori (operai, impiegati, autonomi, professionisti). Borse finanziate dalla regione sulla base del merito che consentano a chi vi accede di maturare esperienze e sviluppare conoscenze in Europa per poi restituire quanto ricevuto, una volta rientrati in Sicilia, con l’impegno professionale e con la scambio comunicativo dell’esperienza maturata.

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Aprile 8, 2008 a 7:25 pm
ninoom
Sono pienamente daccordo sul fatto che tanti giovani, ahime’ sempre piu’ numerosi, emigrano a causa delle carenze da te sottolineate.
E’ inoltre importante promuovere il rinnovamento delle infrastrutture Siciliane non ancora del tutto alla pari con il resto d’Italia ed infine la conitnua sensibilizazzione del cittadino alla lotta alla criminalita’ organizzata, che proprio perche’ in questi anni non ha fatto titoli di testata prelude ad un controllo ancora piu’ fitto del territorio. Queste, tra le altre, sono pure le ragioni che spingono i nostri giovani verso terre lontane.
Facciamoli tornare!!!